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 Morbo di crohn

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MessaggioTitolo: Morbo di crohn   Mar 29 Dic 2009 - 13:13

La malattia di Crohn è una patologia infiammatoria cronica dell'apparato digerente o MICI (malattia infiammatoria cronica intestinale). Al processo patologico possono essere interessati anche lo stomaco, il duodeno, il , l'appendice vermiforme, il (anatomia)]cieco[/url], il ascendente e la vescica. L’infiammazione coinvolge tutta la parete del tratto interessato e spesso si estende al vicino mesentere e ai linfonodi. Più frequentemente interessa il tratto terminale dell'ileo e il colon. Spesso si associa a disturbi auto-immunitari a livello sistemico, come ulcere orali e artriti reumatiche.

Eziopatogenesi
Ancora non è possibile una esatta definizione eziologica della malattia. Il ruolo dei fattori genetici è suggerito dalla maggiore frequenza della malattia in alcune popolazioni e in individui con particolare aplotipo HLA.
Alcune ricerche fanno presupporre che la malattia sia legata ad un difettoso riassorbimento di materiale lipidico (i grassi), con una conseguente reazione delle strutture linfatiche della parete intestinale.
Accreditata anche l'ipotesi infettiva, in associazione ad agenti infettivi quali: Mycobacterium Paratuberculosis, Paramyxovirus ed Helicobacter species.

Anatomia patologica
La parete intestinale perde la sua lucentezza, si infiamma e diviene più spessa. L'intestino malato diviene così rigido e il suo lume si restringe. La delimitazione tra un tratto malato e uno sano è netta.
La malattia interessa all'inizio la mucosa, che subisce una necrosi localizzata. Si formano ulcerazioni, che, lentamente, si approfondiscono negli altri strati dell'intestino. La lentezza in questo processo, provoca aderenze tra le anse dell'intestino, a causa della reazione del peritoneo che origina un liquido fibrinoso che congloba le anse. Questo crea fistole entero-enteriche (comunicazioni tra le anse intestinali).
Il processo patologico avanza seguendo il percorso dei vasi linfatici, arrivando fino alle linfoghiandole del mesentere.

Sintomi
Variano in base alla localizzazione della malattia. Il paziente tipico è il giovane adulto, che presenta dolori crampiformi ai quadranti addominali inferiori, diarrea, febbricola e calo ponderale.
Quando la malattia interessa l’(intestino)ileo la diarrea è di moderata gravità; se interessa il colon l’incontinenza fecale, il tenesmo e le rettorragie sono piuttosto frequenti. Il dolore tende ad essere costante, spesso accentuato dalla peristalsi intestinale. Compaiono talvolta episodi di occlusione o subocclusione intestinale. I pazienti con interessamento dello stomaco o del duodeno lamentano dolore epigastrico che può essere indicativo di ulcera perforata.
Il deficit nutrizionale, dovuto al ridotto apporto dietetico per anoressia e autorestrizione, determina steatorrea, anemia microcitica o megaloblastica, ipoprotidemia, edema, demineralizzazione ossea, ipokaliemia e disidratazione.

Complicanze
Quando interessa il piccolo intestino, l’occlusione è la complicanza più frequente. La malattia di Crohn interessa l’intero spessore e si possono facilmente formare fistole, che possono rappresentare a loro volta un’ulteriore complicanza in base alla sede: perianali e perirettali sono estremamente frequenti e possono costituire l’elemento clinico preponderante.
Terapia


La malattia non ha una tendenza alla guarigione spontanea. Nel caso di una diminuzione nel transito alimentare, una dieta ricca di calorie e di vitamine (che escluda cibi irritanti come grassi e latte e cibi restringenti del lume intestinale cioè quelli ricchi di fibre) può dare giovamento.
Se con i farmaci o comunque con vie non invasive non si riesce a migliorare la situazione, ci si può sempre rivolgere ad un medico chirurgo. Un intervento a cui occorre necessariamente ricorrere è in presenza di un'occlusione o di una perforazione intestinale.
Le operazioni previste sono di tre tipi:

  • Stricturoplastica, che prevede il taglio per la lunghezza del tratto di intestino malato e la ricucitura nel senso della larghezza, in modo tale da allargare il lume dell'intestino.
  • abboccamento dell'ileo con il colon traverso (ileotraversostomia), con messa a riposo del tratto malato
  • resezione ampia dell'intestino ammalato (emicolectomia destra), con ristabilimento del canale alimentare.

La ripresa media da un intervento di media intensità è di circa 1 o 2 settimane. La terapia chirurgica non porta tuttavia ad una guarigione definitiva, ma in alcuni casi è necessaria per evitare gravi complicazioni (stenosi, fistole, ascessi, perforazioni).
I medicamenti più importanti usati per cercare di tenere la malattia sotto controllo sono i glucocorticoidi come il prednisone, che hanno un'azione immunosoppressiva e la mesalazina.

da : wikipedia

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MessaggioTitolo: Re: Morbo di crohn   Mar 29 Dic 2009 - 13:17

Il morbo di Crohn



Se il morbo di Crohn progredisce, si possono avere altri disturbi correlati alla frequente localizzazione anale, che comporta spesso l’insorgenza di fistole. Nei casi più gravi la fistolizzazione della parete intestinale può provocare sanguinamento, con presenza di sangue occulto nelle feci e più raramente con emorragie di una certa entità. Se le fistole si approfondano e raggiungono gli organi interni, si possono avere importanti complicanze: per esempio, se il tragitto fistoloso si apre nella vescica o nell’uretere si può verificare rigurgito di materiale intestinale nelle vie urinarie, con facile insorgenza di infezioni; la stessa cosa può accadere in caso di passaggio in vagina. Se le fistole si aprono verso l’esterno si può avere la formazione sulla superficie addominale di un orifizio, che non ha tendenza a chiudersi e dal quale fuoriesce materiale costituito di siero e di sangue.
Nelle forme più gravi, che rappresentano la minoranza, i pazienti colpiti da morbo di Crohn hanno un’importante compromissione delle condizioni generali, dovuta al malassorbimento globale - soprattutto di numerose vitamine - che può comportare una notevole perdita di peso.
Diagnosi morbo di Crohn


Se la malattia è grave e di lunga durata, si sviluppa anemia, che può avere le caratteristiche sia dell’anemia delle malattie croniche sia, più di rado, dell’anemia da carenza di ferro (sideropenica) dovuta alla perdita continua di piccole quantità di sangue, sia dell’anemia da deficit di vitamina B12 (megaloblastica).
Le radiografie dell’apparato digerente vengono fatte con un mezzo di contrasto (per evidenziare meglio i tratti interessati dalle lesioni) e mostrano un caratteristico aspetto “a ciottolato” dell’ileo terminale, per le sue occlusioni e la sua irregolarità (aspetto); a volte il tratto colpito dal morbo di Crohn appare occluso a tal punto da risultare di aspetto filiforme (segno della cordicella), mentre il tratto immediatamente a monte può risultare dilatato (l’associazione di tratto filiforme, area a ciottolato e ansa dilatata costituisce una triade non frequente ma, quando presente, conferma la malattia). È anche possibile, per le spiccate irregolarità presenti, che il mezzo di contrasto salti addirittura il tratto terminale dell’ileo di cui, perciò, manca l’immagine radiologica (segno del “salto”) ed appaia perciò una zona totalmente nera.
La diagnosi più precisa è quella istologica (al microscopio), mediante biopsia (prelievo di un pezzetto) della mucosa intestinale. È inoltre molto importante differenziare la malattia di Crohn dalla colite ulcerosa e dell’appendicite.
Complicanze del morbo di Crohn


Possono essere locali e sistemiche (generali).
Tra le locali, le più frequenti sono: occlusione e/o perforazione intestinale; fistole (tra due anse intestinali, tra un'ansa e la cute, o la vescica, o la vagina); malassorbimento; tumori (la loro incidenza è maggiore rispetto alla popolazione generale, anche se inferiore rispetto a quella dei pazienti con colite ulcerosa).
Tra le sistemiche, ritroviamo: perdita di peso e di massa muscolare; ritardo di crescita nel bambino; alterazioni degli elettroliti (riduzione di calcio, magnesio, potassio); calo dell’albumina; anemia; steatorrea (a cui si correla malassorbimento di lipidi e vitamine); eritema nodoso (lesioni della cute che si presentano come noduli arrossati, moderatamente dolenti, localizzati soprattutto alle gambe); pioderma gangrenoso (altra manifestazione cutanea che si presenta con delle vescicole agli arti inferiori, che poi diventano pustole, la cui rottura determina la comparsa di ulcere che possono infettarsi); artrite (spesso migrante, che colpisce soprattutto le caviglie, le ginocchia, le anche, i polsi, ma anche qualunque altra articolazione, con dolore e gonfiore); congiuntiviti e cheratiti; lesioni epatiche di vario tipo (steatosi, epatiti, ecc); trombosi venosa (per aumentata coagulabilità del sangue e/o per disidratazione).
Decorso


La malattia di Crohn è cronica, perciò non si ha mai una guarigione completa; generalmente si alternano periodi più o meno protratti di remissione a fasi di riacutizzazione. La prognosi del morbo di Crohn è meno favorevole di quella della colite ulcerosa. Nel complesso la mortalità aumenta con la durata della malattia e si aggira globalmente intorno al 5-10% dei casi (le cause più frequenti di morte sono la peritonite e le infezioni generalizzate).
Terapia del morbo di Crohn


Può essere medica (con farmaci) o chirurgica, qualora quella medica non abbia avuto successo. I farmaci fondamentali sono rappresentati da un derivato dell’aspirina chiamato salazopirina, a cui si deve l’azione antinfiammatoria. I principali effetti collaterali che possono dare sono: gastriti, problemi epatici e renali, anemia, infertilità maschile (per riduzione del numero e della motilità degli spermatozoi, ma reversibile entro 3 mesi dalla sospensione del trattamento).
Nelle forme moderate e/o gravi si dovrà fare ricorso ai derivati del cortisone (prednisone) e, nei pazienti che non rispondono a queste due terapie, si dovranno utilizzare farmaci soppressori del sistema immunitario (azatioprina, 6-mercaptopurina, ciclosporina A, metotrexate). Di recente sono stati impiegati in terapia anche alcuni farmaci che fermano l’azione di alcune molecole coinvolte nei processi infiammatori (Infliximab).
Nelle forme di morbo di Crohn che non beneficiano delle sole cure mediche, è opportuno il ricorso alla chirurgia, specialmente in presenza di complicanze (stenosi, fistole, perforazione e ascessi).
Infine, è rilevante ricordare l’importanza nel morbo di Crohn (specie nelle fasi di acuzie) della dieta, la quale dovrà essere leggera, povera di scorie e senza latte; inoltre, dal momento che questi pazienti sono frequentemente malnutriti, dovrà essere ipercalorica e con aggiunta di vitamine e sali minerali.

fonte:http://www.my-personaltrainer.it/salute/morbo-di-crohn1.html

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MessaggioTitolo: Re: Morbo di crohn   Mar 29 Dic 2009 - 13:18

COLITE E MORBO DI CROHN

La colite ulcerosa e il morbo di Crohn sono malattie che colpiscono l’apparato intestinale e vengono definite generalmente col nome di malattie infiammatorie dell’apparato intestinale. La colite ulcerosa è un’infiammazione del rivestimento del colon, o intestino crasso, caratterizzata da diarrea con perdite di sangue. Il morbo di Crohn può colpire nello stesso modo qualsiasi parte dell’apparato digerente ed è caratterizzato da dolori addominali, diarrea o stitichezza e perdita di peso. Se non guarisce con i farmaci si deve ricorrere quasi sempre all’intervento chirurgico. In passato veniva definito come ileite ed enterite. Questo disturbo colpisce spesso gli adolescenti che hanno bisogno di un sostegno emotivo.
Benché le cause della malattia siano sconosciute, vi è di solito una relazione tra la colite e lo stile di vita segnato dalla presenza di depressione o ansia. Il grado di stress emotivo di una persona è legato alla gravità della sua colite. La carenza di vitamina K è stata associata alla colite ulcerosa. La carenza di acido pantotenico causa disturbi addominali, vomito e crampi. Nei malati di colite può manifestarsi carenza di fosforo.
La malattia allo stadio iniziale è caratterizzata da crampi o dolori addominali, diarrea e il bisogno di evacuare più volte al giorno. Con l’aggravarsi della malattia, questi sintomi sono accompagnati da sanguinamento rettale. Invece di venire assorbiti dall’organismo, l’acqua e i minerali vengono rapidamente eliminati attraverso la parte inferiore del canale alimentare, provocando perdita di peso ed eventualmente disidratazione e anemia. A causa di questa rapida eliminazione e del minore assorbimento dell’acqua e degli elementi nutritivi, la situazione nutritiva del paziente colitico è molto precaria. L’anoressia accompagna spesso questa malattia a causa dei sintomi ad essa connessi.

La dieta terapeutica per la colite varia, perché alcuni alimenti possono essere irritanti per un individuo e non per un altro, ma dovrebbe essere in ogni caso povera di grassi e ricca di fibre (ad eccezione dei momenti in cui la malattia è in fase acuta), proteine e di acidi grassi insaturi per riformare i tessuti persi o consumati. E’ stato scoperto che il lievito del pane o di alimenti simili come i dolci, è irritante per l’intestino dei malati di colite.
Gli studi più recenti hanno messo in evidenza alcuni alimenti particolarmente irritanti per l’intestino: derivati del latte, verdure crocifere come cavoli e cavolfiori, mais, grano, pomodori, agrumi e uova. Bisognerebbe controllare che gli oli vegetali consumati abbiano un giusto equilibrio tra Omega 6 e Omega 3. L’olio di lino può essere mischiato con oli ricchi di omega 6 per dargli un giusto equilibrio. L’olio di colza contiene entrambi gli acidi grassi. I grassi saturi (Omega 6) favoriscono l’infiammazione e la diarrea. Si consiglia di fare pasti piccoli e frequenti. Il miglior modo di trovare la propria dieta personale è provare parecchi alimenti ed eliminare quelli che sono irritanti per l’intestino. I cibi ricchi di fibre grezze, come frutta e verdura cruda e i cereali integrali che non irritano (il riso completo se gli altri non possono essere consumati) sono buone fonti di fibre. Per diminuire l’irritazione delle pareti intestinali, pur mantenendo un’alimentazione adeguata si consiglia di aggiungere crusca di riso o di altro tipo ai cereali e ai succhi, frullare la verdura cruda o cotta a vapore, o consumare alimenti per bambini. L’aglio consumato in grande quantità e in qualsiasi forma combatte le infezioni.

L’acqua pura o la gassosa può essere utilizzata per sostituire i liquidi persi con la diarrea. Qualche volta il latte e i suoi derivati non sono tollerati, si rende quindi necessaria un’integrazione di calcio. Esiste un tipo di latte senza lattosio. Bisogna evitare il latte molto grasso e i formaggi. Evitate di usare grassi per la cottura degli alimenti, preferite la cottura al forno o alla griglia. Evitate anche i semi e la frutta secca. Alcuni frutti che contengono fruttosio, come le pesche, le pere, le prugne, le susine e il succo di mela, possono irritare il rivestimento dell’intestino e dovrebbero quindi essere consumati insieme ad altri alimenti o dopo il pasto. Bisognerebbe evitare anche le carni rosse grasse, i dolcificanti, i cibi industriali, la caffeina, il tè, il cioccolato, la coca cola e tutti gli alimenti irritanti.
L’acidophilus viene utilizzato per mantenere l’intestino in buona salute. Il ferro è necessario per evitare l’insorgere dell’anemia e la vitamina C per favorire l’assorbimento del ferro. La vitamina B6 insieme al magnesio viene somministrata per iniezioni per rilassare i muscoli e controllare il colon spastico.

L’esercizio fisico è importante, particolarmente lo stretching che migliora la digestione. Anche la forza dell’addome è importante. Avere una vita attiva è positivo per tutti gli aspetti della vita, soprattutto per migliorare la fragile situazione emotiva dei malati di colite.
Le erbe benefiche nel trattamento dei disturbi intestinali sono la camomilla (l’eccesso causa diarrea), l’infusione di lobelia, l’olmo americano (calma il colon), il trifoglio, il polline (regola l’intestino, diminuisce i problemi di prostata), il pau d’arco, il carbone per i gas (deve essere preso ad un’ora di distanza dagli altri integratori o farmaci), il prezzemolo (sempre per i gas), i semi di finocchio, lo zenzero, il ginepro, il tarassaco, la consolida (per la gastrite), il partenio, il peperoncino rosso (per il dolore e l’infiammazione), l’erba gattaria e l’achillea. La scutellaria è un sedativo naturale per combattere il nervosismo e la radice di valeriana calma l’intestino e lo stomaco nervoso.
Le persone alle quali la colite causa stitichezza possono prendere lassativi naturali come la consolida, la pepsina, il cardo in una base di senna e la triphala ayurvedica. Il succo di aloe vera favorisce la cicatrizzazione del colon per chi soffre di colite ulcerosa. Il clistere di gramigna dà sollievo al dolore causato dai gas intestinali e pulisce il colon dalle scorie residue. Anche l’alfalfa è utile per i gas intestinali. Il GLA (olio di enotera) è indicato per la funzionalità gastro-intestinale. Gli alginati (alghe) sono una forma naturale di anti-acidi. I rimedi omeopatici sono Mercurius corrosivus 6C, Arsenicum album 6C e Podophyllum 6C.

ELEMENTI NUTRITIVI CHE POSSONO ESSERE EFFICACI NELLA CURA DELLA COLITE E DEL MORBO DI CROHN:


Organi Sostanza Quantità*
Apparato intestinale/ColonVitamina A 25.000 UI al dì
Complesso B 50-100 mg nel corso della giornata
Vitamina B6 50 mg al dì
Acido folico 5 mg al dì
Acido pantotenico
Vitamina C con bioflavonoidi3000-5000 mg nel corso della giornata
Vitamina E Sino a 800 UI al dì
Vitamina K
Acidi grassi insaturiSecondo le dosi prescritte
Aglio 2 capsule con i pasti
Acidophilus Due volte al giorno a stomaco vuoto
Enzimi proteolitici Tra un pasto e l’altro
Enzimi digestiviDopo i pasti
Calcio
Alfalfa Secondo le dosi prescritte
Ferro
Cromo
Fosforo
Magnesio
Potassio
Zinco
Proteine A stomaco vuoto


Fonte:http://www.laleva.cc/almanacco/colite.html

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MessaggioTitolo: Re: Morbo di crohn   Mar 29 Dic 2009 - 15:34

Da: “PROBIOTICI – Dalla natura i batteri amici della nostra salute” di Natasha Trenev – da pg.184 a pg.186 – ed. TECNICHE NUOVE (Natura & Salute) – Pge 234 – E. 22,72 – ed. 2001

Morbo di Crohn



Il morbo di Crohn è un'affezione nella quale il sistema immunitario attacca le sue stesse cellule, con maggior frequenza quelle che rivestono le pareti dell'in­testino tenue e crasso. Questa dolorosa infiammazione causa diarrea cronica, crampi addominali, febbre, calo di peso corporeo e perdita dell'appetito. Può portare allo sviluppo di ostruzioni intestinali e ascessi. Se è l'intestino crasso a essere colpito, sono comuni le emorragie rettali; dopo periodi protratti, aumen­ta il rischio del cancro. I soggetti che soffrono della forma più grave di questa malattia spesso non sono più in grado di lavorare né di prendere parte alle nor­mali attività.

Questa malattia intestinale invalidante colpisce ben 500.000 statunitensi e viene considerata incurabile. Per quanto la sua eziologia resti tuttora sconosciuta, i so-spetti sono puntati su un indebolimento del sistema immunitario, infezioni e dieta. Alcuni pazienti riescono a guarire completamente dopo un singolo attac­co del morbo di Crohn, ma la maggior parte è regolarmente vittima di recidive. La terapia di elezione del morbo di Crohn prevede l'uso di steroidi e antibiotici, che sono entrambi solo parzialmente efficaci e talvolta comportano pesanti ef­fetti collaterali. L'asportazione chirurgica delle aree intestinali colpite più gra­vemente rappresenta spesso l'ultima risorsa, per quanto anche questo non sia un rimedio sicuro, e la sintomatologia ritorni inevitabilmente a colpire. .

Uno studio sperimentale del 1996, compiuto presso la clinica Cedars-Sinai Medical Center, apre un barlume di speranza per le vittime della malattia di Crohn. E stato appurato che le cellule colpite contengono grandi quantità di citochine (proteine) prodotte dal sistema immunitario.

Una di queste citochine, chiamata Fattore di Necrosi Tumorale (TNF), è stata implicata nel cancro e in tutta una serie di altre malattie, come pure nel morbo di Crohn.

Gli scienziati della Ceders-Sinai stanno utilizzando speciali anticorpi (monoclo­nali) che si legano in modo specifico al TNF eliminandolo dal flusso ematico. La teoria è che l'eliminazione di questa citochina dal sangue prima che rag­giunga l'intestino, rappresenti la miglior speranza di eliminare il morbo di Crohn. Il 65 per cento circa dei pazienti ai quali sono stati somministrati gli an­ticorpi anti-TNF hanno presentato una vistosa attenuazione dei sintomi, men-tre i restanti pazienti non hanno evidenziato alcuna risposta. Questi risultati indicano che ci possono essere più citochine che provocano il morbo di Crohn. Attualmente l'équipe di ricerca sta analizzando le citochine dei pazienti che non hanno risposto all'anticorpo anti-TNF, nella speranza di riuscire a formulare nuovi anticorpi mirati a altre citochine.

Nel 1994i Dr. Michael L. McCann e colleghi hanno pubblicato in The Journal of the New York Academy of Sciences un documento intitolato: "La terapia di ricolo­nizzazione con Escherichia coli non adesiva per la terapia delle malattie infiam­matorie intestinali".

Questo lavoro ha riferito di un processo chiamato "riflorazione batterica" e di uno studio della durata di tre anni che trattava della normalizzazione dei batte­ri intestinali utilizzando L. acidophilus (ceppo DDS-1), B. bifidum (ceppo Malyoth) e il batterio E. coli benigno (ceppo Nissel 1917). C'è da ricordare che l'E. coli è un comune batterio intestinale che tutti noi ospitiamo. Fatta eccezione per il ceppo letale H:0157, che contamina la catena alimentare, la maggior parte dei ceppi di E. coli sono del tutto innocui. Dato che sono normali residenti dell'intestino, possono persino essere considerati benefici.

Lo studio del Dr. McCann ha coinvolto pazienti affetti da una malattia infiam­matoria intestinale, morbo di Crohn o colite ulcerosa: il suo protocollo di "riflo­razione batterica" cominciava con l'uso di potenti antibiotici e antifungini per eliminare completamente dal corpo tutti i batteri, buoni e cattivi. Una volta mes­so completamente a nudo tutto l'intestino, sono stati reintrodotti i normali bat­teri, tanto per via orale quanto con clisteri a ritenzione. Il risultato è stato -che ognuno dei pazienti sottoposto a questa terapia ha avuto la remissione completa, e quelli che hanno proseguito con l'assunzione di integratori batterici non sono più stati colpiti dalla malattia fino al momento di questa pubblicazione.[/size]

Il documento conclude: [size=7]"Un sottogruppo di pazienti affetto da malattie infiam­matorie intestinali che è stato ricolonizzato con successo con E. coli non adesiva (e i batteri amici) ha ottenuto una remissione completa, protratta, senza l'uso di farmaci. . . . La "riflorazione batterica" non è solo un metodo che ha il potenzia-le di identificare antigeni eziologici putativi, ma rappresenta anche un metodo clinico per indurre la remissione a lungo termine senza ricorrere all'uso di far­maci tossici".



Regime probiotico raccomandato



• Prendete tre volte al giorno 1/2 cucchiaino da tè di L. Bulgaricus in polvere mescolato con 180-230 millilitri di acqua filtrata non gelata. Si può aggiun­gere 1/2 cucchiaino da tè ciascuno di L. acidophilus e B. bifidum (o 1 capsula ciascuno).

• Oltre al regime di cui sopra, per conferire maggior forza, prendete da due a tre volte al giorno 1 capsula trivalente che contiene tutti e tre i superceppi in un veicolo a matrice oleosa.



NOTA: Per scegliere i probiotici della miglior qualità possibile vedere le direttive che ini­ziano a pagina 107.





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MessaggioTitolo: Re: Morbo di crohn   Gio 7 Gen 2010 - 23:58

grazie mauro . ottima spiegazione . Gli affetti da chron sono molto più di quello che si possa immaginare

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MessaggioTitolo: Re: Morbo di crohn   

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