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 LA CASSETTA SCATENANTE

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mauro
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MessaggioTitolo: LA CASSETTA SCATENANTE   Sab 28 Nov 2009 - 0:21

LA CASSETTA SCATENANTE

Per introdurre questo argomento prendo come riferimento ciò che dice il Dr.
Hamer nel suo trattato "testamento per una Nuova Medicina" a
proposito dell'insorgenza delle malattie:

”E’ sorprendente che nell'epoca dei computer si pensi che complicate macchine
industriali lavorino attraverso sofisticati programmi computerizzati, mentre il
molto più complicato organismo umano dovrebbe produrre le cosiddette malattie
presumibilmante senza cervello e psiche, cioè senza computer e progammatore...”


L’uomo infatti è un organismo
strutturato su tre livelli:


1) PENSIERO
(programma)


2) CERVELLO
(computer)


3) CORPO
(macchina composta da 70.000 miliardi di cellule)


Non è il cervello che dirige il
pensiero, ma è il pensiero che dirige il cervello; questo è molto importante,
perchè il ruolo del pensiero sano è quello di pensare. E’ tutto. Se sono malato
vuol dire che penso male, perchè se pensassi bene, sarai in buona salute.
Quindi posso pensare a cose che mi seccano o a
cose che mi rendono felice; se penso che mio figlio è malato mi secca,
se penso che il mio fidanzato mi ha lasciato mi secca, ma non cerco una
soluzione nel mio pensiero, mi accontento di pensare. Avremo quindi un pensiero
positivo e uno negativo in relazione a ciò che succede nell’ambiente ed è
questo il programma che inviamo tutti i giorni al nostro cervello inconscio.


Il ruolo del cervello inconscio invece è
quello di cercare soluzioni, perchè il cervello è un computer programmato per
la sopravvivenza della specie umana, ed è un computer della 15° generazione
(alla NASA sono arrivati alla 5°!!!), quindi è impossibile che si sbagli. Così
come i polmoni respirano a prescindere dal luogo in cui ci troviamo, cioè non
distinguono se l’aria respirata è quella inquinata di città o quella ossigenata
di montagna, così il cervello inconscio cerca soluzioni in base al
programma-pensiero. Ma quand’è che il pensiero entra nella biologia? Cioè come
si fa ad essere ammalati?


Ci sono 3 modi di essere ammalati:


1) LO SHOCK
EMOZIONALE


2) LA RIMUGINAZIONE


3)
NON ESSERE AL PROPRIO POSTO


LO SHOCK EMOZIONALE


E’ la cosiddetta DHS del Dr. Hamer (Dirk
Hamer Syndrom), cioè uno shock grave vissuto in modo estremamente acuto,
inaspettato, drammatico e con un senso d’isolamento. Quando si ha uno shock
tutta la vita cambia all’improvviso ma non c’è soluzione, ed è in questo
momento che il conflitto diventa biologico, cioè il pensiero diventa
ingestibile, è presente 24 ore, sempre, di giorno, di notte, ma non trova
soluzione perchè non c’è soluzione, ed allora per difendersi da questo stress
enorme si accende un relè in una zona specifica del cervello (Focolaio di
Hamer) che corrisponde ad un organo specifico situato nel corpo in base al tipo
di emozione vissuta. Lo shock quindi scatena il programma speciale, biologico e
sensato della natura come coerente reazione ad un incidente od a un caso di
emergenza al quale l’organismo non ha potuto reagire e che rappresenta dunque
una possibilità di recupero offerta dalla natura. La malattia dunque
rappresenta la soluzione perfetta che il cervello mette in atto in relazione ad
un conflitto ambientale senza soluzione, nel senso che verrà materializzato nel
corpo l’argomento del proprio pensiero. E’ esattamente quello che è successo al
Dr. Hamer quando gli hanno comunicato per telefono che suo figlio Dirk era
stato colpito a morte da una fucilata sull’isola di Cavallo, in Corsica, il 7
Dicembre 1980. Queste alcune righe della sua straziante lettera scritta nel
giorno del secondo anniversario dalla sua scomparsa:


“Due anni fa, il giorno di oggi, fu il
più duro della mia vita! Il mio amato Dirk mi è morto tra le braccia. Nulla, nè
prima, nè dopo, è stato così terribile, così distruttivo, come quel momento. Pensavo
che forse questo sentimento di impotenza, di abbandono, di tristezza infinita
sarebbe lentamente svanito, invece diventa sempre più intenso. Non posso più
essere la persona che ero. Povero figlio mio, che cosa hai sopportato, che cosa
hai sofferto, senza mai lamentarti. Che cosa avrei dato per potere morire al
tuo posto. Ogni notte tu muori di nuovo tra le mie braccia, 730 notti da quando
sei spirato accanto a me e io non volevo mai lasciarti andare, ma sempre
l’atroce sventura ti portava via...”


In quella siuazione il suo pensiero
diventa ingestibile e non cè soluzione, tant’è che sviluppa un cancro ai testicoli
(conflitto di perdita), ma lì ha avuto l’idea di fare una TAC al cervello ed ha
visto la relazione fra il cervello e gli organi e ne ha dedotto che tutti i
cancri sono shock emotivi gravi. Questa è la sua esperienza, ma questo non vuol
dire che ogni cancro è in relazione con uno shock emotivo: questa modalità di
ammalare infatti non è molto frequente.


Più frequente invece la 2° modalità:


2) LA
RIMUGINAZIONE.


Se rimuginiamo giorno e notte sempre
sulla stessa cosa, siamo negativi, arrabbiati, ci sentiamo vittime e
critichiamo sempre gli altri, il cervello non trova soluzioni ed il pensiero
negativo si materializza nel corpo. Si vorrebbe sempre qualcosa che non si ha,
abbiamo delle idee rigide, non accettiamo quel che accade, il comportamento
degli altri, non amiamo chi abbiamo intorno, vorremmo che accadesse qualcosa ma
non accade nulla. Con la rimuginazione abbiamo l’impregnazione del cervello,
cioè se abbiamo un immagine, una parola ed una emozione in relazione ad una
situazione conflittuale che viviamo tutti i giorni nell’ambiente e non c’è
soluzione, il cervello li assorbe come una spugna e accende il relè che
corrisponde all’organo specifico in base all’emozione vissuta.


Ad esempio, se da fidanzata vivo il
grande amore, la passione, la sessualità, ecc. dopo sposata mi devo occupare
dei figli, della casa, il marito rientra a casa tardi dal lavoro ed è stanco,
tutto questo guasta la passione, l’amore, la femminilità, non amo più la mia
vita e inizio a rimuginare. Oppure se suocera e nuora sono in conflitto, la
suocera mette continuamente in difficoltà la nuora e questa si arrabbia e
rimugina continuamente su cosa potrebbe fare, dire o come potrebbe reagire, ma
non trova soluzione, continua a rimuginare e il pensiero si materializza nel
corpo con la malattia. Il tipo di malattia ovviamente è in funzione al tipo di
emozione vissuta, cioè se nella vita accade un FATTO, un evento, ognuno di noi
avrà un’INTERPRETAZIONE, un giudizio, una credenza e questa determinerà l’EMOZIONE,
il risentito, lo stato interno, che a sua volta darà il COMPORTAMENTO, cioè la
malattia. Quindi non sono gli eventi che ci danno fastidio e il modo che
abbiamo di percepire un evento che ci darà la nostra emozione e che scatenerà
la malattia.


Il 3° modo di essere malati si chiama:


3) NON ESSERE AL
PROPRIO POSTO


Rappresenta sfortunatamente
il 90% delle malattie perchè è un modo molto insidioso di ammalare, non ce ne
accorgiamo; in questa modalità nel pensiero non ci sono conflitti, cioè il
paziente dice che va tutto bene nella sua vita, ma purtroppo il ruolo che
svolge non è quello buono. Non si è al proprio posto nel lavoro (si fa un
lavoro che non ci piace), non si è al proprio posto in famiglia (assumiamo
posizioni sbagliate prendendo ruoli che non sono nostri), non si è al proprio
posto rispetto ai propri valori (abbiamo come valori il rispetto e la fedeltà
ma nostro marito/moglie è cornuto/a con il/la suo/a migliore amico/a,
ricerchiamo valorizzazione e riconoscimento ma aspettiamo che siano gli altri
ad apportarceli), non si è al proprio posto rispetto alle leggi universali: ci
sono leggi che ci governano, che non conosciamo e che non possiamo cambiare. Ognuno
ha la propria globalità e non si può entrare nella globalità dell’altro
imponendo i propri comportamenti e i propri valori, altrimenti il cervello
entrerà in conflitto e non trovando soluzioni ci porterà dritti alla malattia.
Occorre quindi vivere la propria globalità e lasciare fare giustizia alle leggi
universali, perchè nell’universo tutto ciò che accade è giusto affinchè ognuno
di noi apprenda la propria lezione di vita!!! Anche nelle situazioni più
drammatiche c’è sempre una funzione positiva da ricercare, ad esempio per il
Dr. Hamer la morte di suo figlio è servita per fargli scoprire la relazione
organi-cervello e quindi l’elaborazione delle 5 leggi della Nuova Medicina che
in tempi brevi sconvolgeranno il mondo della Medicina Accademica Ufficiale,
anzi questo cambiamento è già in atto visto quello che ha dovuto subire e sta
subendo il Dr. Hamer (radiazione dall’albo dei medici, carcere duro a Chambery
in Francia per 1 anno, esilio prolungato, ecc.). Questo terzo modo di essere
malati è la soluzione perfetta che trova il cervello, perchè siamo venuti al
mondo per evolvere, per fare un capolavoro della nostra vita, ma quando viene
tagliato il cordone ombelicale non ci si ricordiamo più quale sia la nostra
missione; se non siamo al nostro posto nel percorso di vita e sbagliamo strada,
il nostro cervello inconscio con la malattia ci riporta nella giusta direzione.
La malattia ha sempre una funzione utile, appena lo capiamo e ne diventiamo
consapevoli cambiando il nostro modo di relazionarci nell’ambiente, essa perde
il suo significato e ci si avvia verso la guarigione, un percorso difficile e
tortuoso poichè passa sempre attraverso un cambiamento dei propri atteggiamenti
verso sè stessi e gli altri. In questo modo non è più il medico o il farmaco
che guarisce, ma noi stessi. Ciò non vuol dire che medici e farmaci sono
inutili, tutto serve, perchè il buon medico ha il compito di guidare il
paziente in questo percorso e la terapia allopatica o naturale è un supporto
importantissimo da utilizzare in caso di emergenza. Ai pazienti che mi chiedono
se sia giusto assumere farmaci chimici faccio sempre questo esempio: se ti
trovi sopra un ponte che attraversa un fiume e al di sotto vedi una persona che
sta per affogare, se non sai nuotare l’unica soluzione è quella di lanciargli
un salvagente od una corda per salvarlo; poi una volta tratto in salvo con calma
si decide che strada prendere, classica od alternativa.


In conclusione voglio dire
che in PNL si cerca di rendere il paziente attore-protagonista della sua
guarigione, facendogli comprendere perchè si è ammalato e quale soluzioni
adottare per intraprendere il percorso di guarigione.
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MessaggioTitolo: Re: LA CASSETTA SCATENANTE   Gio 7 Gen 2010 - 23:40

Grazie mauro . Questo è un lavoro davvero interessante

_________________
LION.
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