Chi vive
sopra la latitudine 65°, che
sia nord o sud, può osservare il fenomeno
quasi tutte le notti dell'anno. Quando, invece, il fenomeno si manifesta a
medie latitudini è l'effetto di
eventi particolari legati al Sole (addirittura all'inizio del secolo, caso eccezionale, si manifestò nella zona dell'equatore).
Per tutti i curiosi che vogliono
almeno una volta nella vita ammirare
l'aurora polare, le zone geografiche dove si manifesta più frequentemente sono i Paesi della penisola scandinava, l'
Alaska, l'
Islanda e il nord del
Canada. E le stagioni migliori sono l'
autunno e l'
inverno. In Rete si possono trovare tour operator che organizzano viaggi ad hoc.
L'aurora polare, chiamata anche
australe o
boreale a seconda dell'emisfero terrestre dove si manifesta, è, in termini scientifici, l'interazione di particelle cariche (protoni ed elettroni) presenti nel vento solare con la ionosfera (l'atmosfera terrestre a circa 100-500 km). Queste piogge di protoni ed elettroni precipitate sull'atmosfera terrestre creano magnifici fenomeni di luce.
Quando un elettrone libero ad alta velocità si scontra, per esempio con un atomo di idrogeno, gli cede energia. L'elettrone dell'atomo di idrogeno, avendo ricevuto energia dall'elettrone libero, cambia orbita, allontanandosi dal nucleo. E siccome l'elettrone tende a rientrare allo stato normale, ovvero nell'orbita più vicina al nucleo, deve
perdere l'energia acquisita. E la perde proprio sotto
forma di fotoni di luce.
Quando il salto quantico riguarda l'idrogeno, il
colore che assume l'aurora è tendente al
blu. Quando è
verde il fenomeno è causato da molecole di ossigeno, mentre il colore
rosso è dato dalle molecole di azoto. Ma anche
l'altezza dove si sviluppa il fenomeno e
l'energia delle particelle del vento solare influenzano il colore.
Prima di teorie scientifiche legate al magnetismo terrestre e allo studio della fisica quantistica, l'intepretazione dei
popoli antichi forse andava ben oltre una pioggia di particelle cariche...
I
Vichinghi attribuivano i colori scintillanti delle aurore boreali alla luce solare riflessa dagli scudi delle meravigliose Valchirie. Nella mitologia norrena erano le guerriere vergini di Odino che conducevano le anime dei più nobili guerrieri nel
Walhalla, una volta deceduti in battaglia, affinché potessero appartenere al grande esercito di Odino nella battaglia finale, il Ragnarok (il crepusoclo degli dei). Per i
Lapponi, l'aurora indicava la presenza di
messaggeri divini. Per gli
Indiani che abitavano
negli Stati Uniti settentrionali, nella direzione del vento del nord vivevano i
Manabai'wok, giganti cacciatori e pescatori. Ogni qual volta questi giganti uscivano con le loro torce a cacciare o a pescare,illuminavano lo scorcio di cielo del loro territorio di caccia. Gli Indiani delletribù athabaska (della zona subartica nordoccidentale) credevano che l'aurora fosse la
danza di folletti. Per gli
Aborigeni, era la
danza degli Dei. Per gli
Inuit della Groenlandia, gli
islandesi e i
finlandesi le aurore erano fenomeni legati al regno dell'aldilà.