La Nestlè ha lanciato pochi giorni fa in Canada la proposta di creare
una “borsa mondiale dell’acqua”, soggetta alle stesse regole della
borsa per gli altri prodotti, che consentirebbe quindi a poche
multinazionali di avere il controllo completo sull’acqua che finisce
sulle nostre tavole, ma anche su quella che esce dal rubinetto, se
l’acqua venisse privatizzata.
Se prima avevamo molti buoni motivi per andare a votare il referendum
del 12 e 13 giugno per evitare la privatizzazione degli acquedotti,
adesso ne abbiamo uno in più.
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php