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 esperienze con metodo dottor Rath

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oro.ori



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MessaggioTitolo: esperienze con metodo dottor Rath   Ven 18 Feb 2011 - 17:02

chiedevo se qualcuno ha gia avuto esperienza con il metodo del Dottor Rath.
mio suocero ha la leucemia linfoproliferativa di tipo b ed ora sta facendo chemio ...
è molto deperito pesa 54kg ed è alto 1.85 .
vi ringrazio
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Nata

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Ven 18 Feb 2011 - 19:51

Cosa sta prendendo e-o facendo oltre la chemio?

ciao
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oro.ori



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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 10:33

ciao oltre alla chemio prende cortisone (deltacortene 1cp al giorno).
fa 3 iniezioni al mese per aumentare i globuli bianchi perchè se no bassi.
e questo è quanto...l'antibiotico l'ha finito e si spera che non lo prenda più.
mangia poco e male.ciao
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Nata

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 13:54

I globuli bianchi bassi. l´appetito che manca e la sua perdita di peso corporeo sono da attribuirsi alla chemio, purtroppo.

Certamente l´aggiunta dei prodotti Rath possono aiutare ma non so fino a che punto riescano a contrastare gli effetti collaterali dei "prodotti" che gli vengono iniettati periodicamente.

Io mi ricordo ancora che quando ero bambina conoscevo persone con la leucemia alle quali non veniva fatta la chemio, ma i tempi sono cambiati e adesso la chemio é la cura per quasi tutto.

La leucemia é una delle tante disfunzioni del sistema immunitario, cioé non funziona a dovere
la chemio prostra il sistema immunitario che é giá debole di suo.

Io non vedo una grossa logica in questo, ma il mio é ovviamente solo un parere personale, ognuno deve decidere per sé.

buon fine settimana
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Lion
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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 16:24

Ciao Ori, anche mio suocero aveva la leucemia .

E assumeva Rath , alla grande

E' durato 15 anni circa da quando le fu diagnosticata

_________________
Lion
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Nata

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 16:59

Lion ha scritto:
Ciao Ori, anche mio suocero aveva la leucemia .

E assumeva Rath , alla grande

E' durato 15 anni circa da quando le fu diagnosticata
Scusa Lion, cosa intendi con " fino a quando le fu diagnosticata" ?
cioé, cosa é successo dopo che le fu diagnosticata?
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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 17:31

Io ho capito che dopo che gli fu' diagnosticato visse ancora per quindici anni. Non e' così? A mio avviso questo vorrebbe dire che su una aspettativa di vita di 5 anni, che e' considerata gia' un successo,lui ha triplicato alla grande! flower Ciao.
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Nata

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 17:36

Mia cara Chicca, l´aspettativa di vita é calcolata da medici

L´aspettativa di vita, cosí come viene calcolata oggi, non é facilmente controllabile e da provare da "comuni mortali" come noi.

L´aspettativa di vita di un malato é SEMPRE bassa se la "cura" possibile é la chemio.
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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 17:53

Nata tu lo sai, sei la luce dei miei occhi, mi hai aiutato tanto appena arrivata sul forum e quanto sono daccordo con te non ho bisogno di dirtelo.
Quando parlo di aspettativa di vita di 5 anni mi riferisco a quello che la MU dice essere un successo, non certo alle NOSTRE aspettative.
Senza parlare di qualita'.....................
flower
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Nata

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 17:56

Chicca, non esagerare per favore!! Laughing

bacio
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Nata

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 18:00

oro.ori ha scritto:
ciao oltre alla chemio prende cortisone (deltacortene 1cp al giorno).
fa 3 iniezioni al mese per aumentare i globuli bianchi perchè se no bassi.
e questo è quanto...l'antibiotico l'ha finito e si spera che non lo prenda più.
mangia poco e male.ciao

Effetti indesiderati -

In corso di terapia cortisonica, specie per trattamenti intensi e prolungati, possono manifestarsi alcuni tra i seguenti effetti:

- alterazioni del bilancio idro-elettrolitico che, raramente ed in pazienti particolarmente predisposti, possono portare all´ipertensione e alla insufficienza cardiaca congestizia;

- alterazioni muscoloscheletriche, quali osteoporosi, fragilità ossea, miopatie;

- complicazioni a carico dell´apparato gastro-intestinale, che possono arrivare fino alla comparsa o all´attivazione di ulcera peptica;

- alterazioni cutanee, quali ritardi nei processi di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilità della cute;

- alterazioni neurologiche quali vertigini, cefalea e aumento della pressione endocranica;

- interferenza con la funzionalità dell´asse ipofisi-surrene, particolarmente in momenti di stress; alterazioni della funzionalità endocrina, quali irregolarità mestruali, modificazioni della fisionomia (“faccia di luna”), disturbi della crescita nei bambini, diminuita tolleranza agli zuccheri e possibile manifestazione di diabete mellito latente, nonché aumentata necessità di farmaci antidiabetici;

- complicazioni di natura oculistica quali cataratta posteriore subcapsulare ed aumentata pressione endoculare;

- negativizzazione del bilancio dell´azoto.

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Nello81

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 18:55

Nata ha scritto:
e adesso la chemio é la cura per quasi tutto.

ridi2
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Nata

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 20:00

oro.ori ha scritto:
chiedevo se qualcuno ha gia avuto esperienza con il metodo del Dottor Rath.
mio suocero ha la leucemia linfoproliferativa di tipo b ed ora sta facendo chemio ...
è molto deperito pesa 54kg ed è alto 1.85 .
vi ringrazio
Scusami oro.iri
c´ é una domanda alla quale non riesco a trovare risposta
io continuo a leggere e rileggere questo tuo post e non trovo pace:
ma i medici cosa dicono quando vedono che un uomo alto 1,85 pesa solo 54 chili?
lo so che la chemio fa deperire e, a volte, anche notevolmente, ma il peso di tuo suocero é pericolosamente basso.
Da quanto tempo é malato? e quante chemio ha giá fatto?

p.s.
La reazione di Nello alla mia frase é comprensibile se si pensa che suo padre é stato praticamente abbandonato dai medici, dopo che il suo organismo ha risposto negativamente alle "cure" officiali.

ti auguro una buona domenica
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Nello81

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 21:56

NATA ho preso il libro e lo sto leggendo molto molto interessante Smile
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oro.ori



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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 22:09

i medici ci dicono che la cura è la chemio, ne ha fatte 4 e questo fine mese farà la più forte r-dhax con platinum (si dice cosi?).prima dell'endovena ha fatto 1anno con alkeran e 4 mesi con fludarabina...ha smesso per 4 mesi e da quì i linfonodi addominali sono impazziti ce ne sono alcuni che sono poco oltre gli 8 cm.
sospettano che le piccole cellule siano diventate grandi.....è uno strazio vedere un uomo sempre attivo così....ciao buona domenica
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Nata

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 22:44

r-dhax con platinum?
da quanto avevo letto é piuttosto sperimentale ed é normalmente usato per pazienti con linfoma non-hodgkin!!

DHAX-R [8] Dexamethasone, cytarabine, oxaliplatin and rituximab Relapsed or refractory B-cell non-Hodgkin lymphoma http://www.wikidoc.org/index.php/Chemotherapy_protocol
Siete sicuri che ha leucemia e non linfoma?

E poi.....come sarebbe a dire .... sospettano?

I linfonodi reagiscono ad attacchi esterni, é il loro lavoro.

I linfonodi e il sist. linfatico sono parte integrante del sist. immunitario, diciamo che lavorano mano in mano, santa pazienza, la chemio é il peggior "strapazzo" per il sist. immunitario.

Se volete, siete ancora in tempo, se dici che é per la fine del mese.
Un uomo di 54 chili, che mangia male e poco, aprite gli occhi per favore, fatelo per lui, credi veramente che il suo corpo resisterá?

Leggi:
Desametasone
Effetti indesiderati

Disturbi idrici ed elettrolitici: ritenzione sodica; ritenzione idrica; scompenso cardiaco congestizio nei soggetti predisposti; deplezione di potassio; alcalosi ipokaliemica; ipertensione; ipotensione o reazione tipo shock. Muscoloscheletrici: astenia muscolare; miopatia da steroidi; riduzione della massa muscolare; osteoporosi; fratture vertebrali da compressione; necrosi asettica della testa del femore e dell' omero; fratture spontanee delle ossa lunghe; rotture tendinee. Gastrointestinali: ulcera gastrica con possibile perforazione ed emorragia; perforazioni intestinali, particolarmente in pazienti con patologie infiammatorie a livello intestinale; pancreatite; distensione addominale; esofagite ulcerosa. Dermatologici: ritardata guarigione delle ferite; cute sottile e delicata; possono essere inibite le reazioni conseguenti ai test cutanei; petecchie ed ecchimosi; eritemi; aumento della traspirazione; bruciore e prurito, specie nella regione perineale (dopo iniezione endovenosa); altre reazioni cutanee come dermatite allergica, orticaria, edema angioneurotico. Neurologici: convulsioni; aumento della pressione endocranica con papilledema (pseudotumore cerebri), generalmente dopo il trattamento; vertigini; cefalea. Endocrinologici: irregolarità mestruali; stato cushingoide; arresto della crescita nei bambini; mancanza di risposta corticosurrenale e ipofisaria secondaria, specie durante periodi di stress dovuti a traumi, interventi chirurgici o malattie gravi; ridotta tolleranza ai carboidrati; manifestazioni del diabete mellito latente; aumentato fabbisogno di insulina o di ipoglicemizzanti orali nei pazienti diabetici. Oftalmologici: cataratta subcapsulare posteriore; aumento della pressione intraoculare; glaucoma; esoftalmo. Metabolici: catabolismo proteico con bilancio azotato negativo, per cui nei trattamenti prolungati la razione di proteine va adeguatamente aumentata. Altri: reazioni anafilattiche o da ipersensibilità, tromboembolia, aumento ponderale, aumento dell´appetito, nausea, malessere.
Inoltre sono stati attribuiti ai preparati steroidei iniettabili i seguenti effetti collaterali: rari casi di cecità associati alla terapia intra-lesionale a livello del volto e della testa; iperpigmentazione o ipopigmentazione; atrofia cutanea e sottocutanea; ascessi sterili; riacutizzazione dopo l'iniezione intra-articolare; artropatia del tipo Charcot.
Esistono segnalazioni di aritmie cardiache e/o collassi circolatori a seguito di somministrazioni rapide di dosi elevate di corticosteroidi per via endovenosa.

Cisplatino
Effetti indesiderati http://www.torrinomedica.it/farmaci/schedetecniche/CISPLATINO_TEVA.asp

Gli effetti indesiderati dipendono dalla dose utilizzata e possono avere effetti cumulativi.

Gli effetti indesiderati del cisplatino riferiti con maggiore frequenza (>10%) sono disturbi di tipo ematologico (leucopenia, trombocitopenia e anemia), gastrointestinale (anoressia, nausea, vomito e diarrea), uditivo (compromissione dell’udito), renale (insufficienza renale, nefrotossicità, iperuricemia) e febbre.

Gravi effetti tossici su reni, midollo osseo e orecchie sono stati segnalati fino in un terzo dei pazienti a cui è stata somministrata un’unica dose di cisplatino; gli effetti sono generalmente dose-dipendenti e cumulativi. L’ototossicità può essere più grave nei bambini.

Le frequenze sono definite usando la seguente convenzione:

molto comune (≥1/10), comune ( ≥1/100, <1/10), non comune( ≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10.000, ≤1/1000), molto raro (≤1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Infezioni ed infestazioni :

Comuni:

Infezioni, sepsi.

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) :

Rari:

Il cisplatino aumenta il rischio di leucemia secondaria. Il rischio di leucemia secondaria è dose-dipendente e non è correlato a età e xexxo.

La carcinogenicità è teoricamente possibile (sulla base del meccanismo d’azione del cisplatino).

Patologie del sistema emolinfopoietico :

Molto comuni:

Leucopenia, trombocitopenia e anemia dose-dipendenti, cumulative e nella maggior parte dei casi reversibili sono osservate nel 25-30% dei pazienti trattati con cisplatino.

Comuni:

Spesso si osserva, approssimativamente 14 giorni dopo l’uso, una riduzione considerevole del numero di globuli bianchi (meno di 1,5 × 109/l nel 5% dei pazienti). Dopo circa 21 giorni si osserva una riduzione del numero di piastrine (meno del 10% dei pazienti ha evidenziato un valore totale inferiore a 50 × 109/l) (il periodo di recupero è di circa 39 giorni). Approssimativamente con la stessa frequenza si verifica anemia (riduzione dell’emoglobina superiore a 2 g) , ma solitamente con un’insorgenza più tardiva rispetto a leucopenia e trombocitopenia.

Rari:

È stata segnalata anemia emolitica positiva al test di Coombs, reversibile in caso di interruzione dell’uso di cisplatino. È stata pubblicata letteratura relativa all’emolisi probabilmente provocata da cisplatino. Dopo la somministrazione di dosi elevate di cisplatino può manifestarsi una grave insufficienza del midollo osseo (incluse agranulocitosi e/o anemia aplastica).

Molto rari:

Microangiopatia trombotica combinata con sindrome emolitico-uremica.

Disturbi del sistema immunitario :

Non comuni:

L’ipersensibilità può presentarsi sotto forma di eruzione cutanea, orticaria, eritema o prurito allergico.

Rari:

Sono stati riferiti reazioni anafilattiche, ipotensione, tachicardia, dispnea, broncospasmo, edema del viso e febbre.

Potrebbe essere necessario il trattamento con anti-istaminici, epinefrina (adrenalina) e steroidi.

È stata documentata immunosoppressione.

Patologie endocrine :

Molto rari:

sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione :

Rari:

Ipomagnesiemia, ipocalcemia, iponatriemia, ipofosfatemia e ipokaliemia con spasmi muscolari e/o alterazioni sull’elettrocardiogramma si verificano come risultato del danno ai reni provocato da cisplatino, che riduce il riassorbimento tubulare dei cationi.

Ipercolesterolemia.

Aumento dei livelli di amilasi nel sangue.

Molto rari:

Aumento dei livelli di ferro nel sangue.

Patologie del sistema nervoso :

Comuni:

La neurotossicità provocata dal cisplatino è caratterizzata da neuropatia periferica (tipicamente bilaterale e sensoriale) e raramente da perdita del gusto o della funzione tattile o da neurite ottica retrobulbare con riduzione dell’acuità visiva e disfunzione cerebrale (stato confusionale, disartria, singoli casi di cecità corticale, perdita di memoria, paralisi). Sono stati riferiti segno di Lhermitte, neuropatia autonoma e mielopatia del midollo spinale.

Rari:

Disturbi cerebrali (inclusi complicazioni cerebrovascolari acute, arterite cerebrale, occlusione dell’arteria carotide ed encefalopatia).

Molto rari:

Convulsioni.

L’uso di cisplatino deve essere interrotto immediatamente in caso di comparsa di uno dei sintomi cerebrali menzionati sopra. La neurotossicità provocata dal cisplatino può essere reversibile. Comunque, il processo è irreversibile nel 30-50% dei pazienti, anche dopo l’interruzione della terapia. La neurotossicità può verificarsi dopo la somministrazione della prima dose di cisplatino o dopo una terapia a lungo termine. Nei pazienti ai quali è stato somministrato cisplatino a concentrazioni elevate o per un periodo prolungato può verificarsi neurotossicità grave.

Patologie dell’occhio :

Rari:

Cecità durante una terapia di associazione con cisplatino. Dopo la somministrazione di cisplatino a dosi elevate è stata segnalata la compromissione della visione a colori e del movimento oculare.

Molto rari:

Dopo la terapia con cisplatino sono stati segnalati papilledema, neurite ottica e cecità corticale. È stato segnalato un caso di neurite ottica retrobulbare unilaterale con riduzione dell’acuità visiva dopo la chemioterapia combinata seguita da trattamento a base di cisplatino.

Patologie dell’orecchio e del labirinto :

Molto comuni:

Una compromissione uditiva è stata documentata approssimativamente nel 31% dei pazienti trattati con 50 mg/m²di cisplatino. Il difetto è cumulativo, può essere irreversibile e a volte è limitato a un solo orecchio. L’ototossicità si manifesta sotto forma di tinnito e/o compromissione uditiva a frequenze più elevate (4.000-8.000 Hz). La compromissione uditiva a frequenze di 250-2.000 Hz (intervallo uditivo normale) è stata osservata nel 10-15% dei pazienti.

Comuni:

Possono manifestarsi sordità e tossicità vestibolare associate a capogiri. Una radioterapia craniale pregressa o concomitante aumenta il rischio di perdita dell’udito.

Rari:

I pazienti possono perdere la capacità di sostenere una normale conversazione. La compromissione uditiva indotta da cisplatino può essere di grave entità nei bambini e negli anziani. (Vedere paragrafo 4.4)

Patologie cardiache :

Comuni:

Aritmia, incluse bradicardia, tachicardia e altre alterazioni sull’elettrocardiogramma, per esempio variazioni del tratto ST e segni di ischemia del miocardio, sono state osservate in particolare in associazione con altri citotossici.

Rari:

Possono verificarsi ipertensione e infarto del miocardio anche alcuni anni dopo la chemioterapia. Grave coronaropatia.

Molto rari:

È stato segnalato arresto cardiaco dopo trattamento con cisplatino associato con altri citotossici.

Patologie vascolari :

Comuni:

Si può manifestare flebite nell’area di iniezione dopo la somministrazione per via endovenosa.

Molto rari:

Disturbi vascolari (ischemia cerebrale o del miocardio, compromissione della circolazione periferica correlata alla sindrome di Raynaud) sono risultati legati alla chemioterapia con cisplatino.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche :

Comuni

Dispnea, polmonite e insufficienza respiratoria.

Patologie gastrointestinali :

Molto comuni:

Anoressia, nausea, vomito e diarrea si verificano 1-4 ore dopo l’uso di cisplatino (vedere paragrafo 4.4).

Non comuni:

Depositi metallici nelle gengive.

Rari:

Stomatite, diarrea.

Patologie epatobiliari :

Comuni:

L’alterazione della funzione epatica, con aumento dei livelli ematici di transaminasi e bilirubina, è reversibile.

Rari:

È stata osservata una riduzione dei livelli ematici di albumina che può essere legata al trattamento con cisplatino.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo :

Comuni:

Si possono manifestare eritema e ulcere cutanee nell’area di iniezione dopo la somministrazione per via endovenosa.

Non comuni:

Alopecia.

Patologie renali e urinarie

Molto comuni

Insufficienza renale dopo dosi singole o ripetute di cisplatino. È possibile che si manifesti una disfunzione renale lieve e reversibile dopo un’unica dose intermedia di cisplatino (da 20 mg/m²a <50 mg/m²). L’uso di un’unica dose elevata (50-120 mg/m²) o l’uso quotidiano ripetuto di cisplatino possono provocare insufficienza renale con necrosi tubulare renale che si manifesta sotto forma di uremia o anuria. L’insufficienza renale può essere irreversibile.

La nefrotossicità è cumulativa e può verificarsi 2-3 giorni o 2 settimane dopo la prima dose di cisplatino. Le concentrazioni sieriche di creatinina e urea possono aumentare. La nefrotossicità è stata osservata nel 28-36% dei pazienti non sottoposti ad adeguata idratazione dopo un’unica dose di 50 mg/m²di cisplatino (vedere paragrafo 4.4).

L’iperuricemia si verifica in modo asintomatico o sotto forma di gotta. L’iperuricemia è stata riferita nel 25-30% dei pazienti unitamente a nefrotossicità. L’iperuricemia e l’iperalbuminemia possono predisporre alla nefrotossicità indotta da cisplatino.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella :

Non comuni:

Spermatogenesi e ovulazione anormali, ginecomastia dolorosa.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione :

Molto comuni:

Febbre.

Comuni:

Si possono manifestare edema localizzato e dolore nell’area di iniezione dopo la somministrazione per via endovenosa.

Non comuni:

Singhiozzo, astenia, malessere.

Mi dispiace non riesco a marcare tutto in neretto, a dire la veritá bisognerebbe marcare TUTTO in neretto.

Non vado avanti, perché so che troverei solo cose di questo genere.
Tuo suocero ha firmato per la chemio e lui stesso si assume la responsabilitá di quello che altri gli fanno e faranno.
Ma c´é da chiedersi se lui SA veramente tutto quello che i signori medici gli vogliono fare in nome di uno pseudo-guarigione
che fino a d adesso é solo un peggioramento visibile.

Scusa oro.ori, non so dirti di meglio.
buona serata
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Nata

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 22:56

Quello che posto adesso é tratto da pagine della medicina ufficiale, sono cose che di sicuro voi non avete mai letto, né, credo, vi é stato chiesto di leggere.
Per favore, prenditi il tempo e leggi tutto, tanto per sapere quello che hanno dato, iniettato e fatto a tuo suocero.
L´informazione é qualcosa che i pazienti e le loro famiglie non ricevono.
Ti avverto, non é un bel leggere.

tratto da: http://www.carloanibaldi.com/terapia/schede/ALKERAN.htm
ALKERAN:
L'Alkeran è indicato nel trattamento del:
- Mieloma Multiplo
- Adenocarcinoma Ovarico avanzato.

Da solo o in combinazione con altri farmaci ha un signifi­cativo effetto terapeutico in una parte dei pazienti affetti da carcinoma mammario avanzato.

L'Alkeran è efficace nel trattamento di una parte dei pazienti affetti da Policitemia Vera.

L'Alkeran è stato usato come adiuvante della chirurgia nel trattamento del carcinoma mammario.

04.8 Effetti indesiderati - [Vedi Indice]

Il più comune effetto indesiderato è la depressione midollare, con leucopenia e trombocitopenia.

In circa il 30% dei pazienti trattati con Alkeran a dosi orali convenzionali si sono manifestati effetti gastrointestinali come nausea e vomito.

Occasionalmente sono stati osservati casi di stomatite.

In pazienti trattati per diversi mesi sono stati riportati rari casi di reazioni allergiche all'Alkeran quali orticaria, edema, rash cutanei e anafilassi. Tra questi pazienti sono stati riportati anche due casi di arresto cardiaco anche se la relazione con la somministrazione di Alkeran non è stata dimostrata.

Occasionalmente sono stati riferiti alcuni casi di eruzione maculo-papulare e di prurito. Sono stati inoltre riferiti casi di fibrosi polmonare e di anemia emolitica.

Sono stati riferiti casi di alopecia, ma sono poco frequenti

05.3 Dati preclinici di sicurezza - [Vedi Indice]

Mutagenicità, Cancerogenicità, Teratogenicità

L'Alkeran è mutageno negli animali e sono state osservate aberrazioni cromosomiche in pazienti trattati con questo farmaco.

Il Melfalan, come altri agenti alchilanti, può essere leucemogeno nell'uomo. Sono stati riportati casi di leucemia acuta in seguito a trattamento prolungato con Melfalan per malattie quali amiloidosi, melanoma maligno, mieloma multiplo, macroglobulinemia, malattia da agglutinine fredde e cancro dell'ovaio.

Un confronto tra pazienti con neoplasie ovariche, che hanno ricevuto o no agenti alchilanti, ha mostrato che l'uso di questi, compreso il Melfalan, aumenta in modo significativo l'incidenza di leucemia acuta. Quando si prende in considerazione l'uso del Melfalan il rischio leucemogeno deve essere bilanciato con i potenziali benefici terapeutici.

Il potenziale effetto teratogeno dell'Alkeran non è stato indagato. In ragione delle sue proprietà mutagene e similitudini strutturali con noti composti teratogeni, è possibile che il Melfalan possa causare difetti congeniti nella prole di pazienti trattati con il farmaco.

Effetti collaterali comuni

Temporanea riduzione della produzione di cellule ematiche da parte del midollo osseo. La diminuzione dei globuli rossi provoca la diminuzione dell’emoglobina e quindi l’anemia, che si manifesta principalmente con sensazione di spossatezza fisica; la diminuzione dei globuli bianchi facilita l’insorgere di infezioni, il cui segno è la febbre, di solito con brivido; la diminuzione delle piastrine provoca ecchimosi, ossia lividi, o emorragie. La ridotta funzionalità del midollo osseo può manifestarsi circa sette giorni dopo la somministrazione del farmaco, raggiungendo usualmente i valori minimi 10-14 giorni dopo la chemioterapia. Quindi il conteggio delle cellule ematiche ricomincia a salire costantemente e di solito si normalizza entro 21-28 giorni. Con la fludarabina in particolare il conteggio delle cellule ematiche talora può rimanere basso per alcune settimane.

Il conteggio delle cellule ematiche diminuisce in funzione della dose di chemioterapico e dell’impiego di uno solo o più farmaci. Se la chemioterapia prevede l’associazione di più chemioterapici, la probabilità di andare incontro a una diminuzione delle cellule ematiche è più alta. Per questo sarete sottoposti a esami periodici del sangue per controllare la funzionalità del midollo osseo. Qualora si riscontri una netta diminuzione del conteggio delle cellule ematiche, l’oncologo potrebbe decidere di rinviare la somministrazione di qualche giorno per permettere il recupero della funzionalità del midollo osseo.

Se la temperatura sale oltre 38° C o se sviluppate ecchimosi o emorragie senza apparente motivo, mettetevi subito in contatto con l’oncologo o con l’ospedale.

Febbre, brividi e dolori articolari. Possono manifestarsi in corso di trattamento con la fludarabina, ma di solito sono di breve durata. Potrebbe essere utile assumere un anti-infiammatorio, tipo tachipirina.

Disturbi metabolici e nutrizionali. La fludarabina può causare, sia durante che dopo la terapia, disturbi metabolici che possono manifestarsi, ad esempio, con innalzamento dei livelli di acido urico, fosfato, calcio e potassio, ed anche con insufficienza renale. Si tratta in ogni caso di effetti reversibili. L'insorgenza di questi disturbi può essere preannunciata da dolore al fianco ed ematuria (presenza di sangue nelle urine). Può giovare bere molti liquidi.


tratto da http://www.aimac.it/page.php?idtree=mqub
fludarabina
EFFETTI COLLATERALI MENO FREQUENTI

Nausea e vomito. Nonostante vengano somministrati sempre, assieme alla chemioterapia, farmaci molto efficaci, detti antiemetici, per prevenire o ridurre sensibilmente la nausea e il vomito, questi possono insorgere ugualmente, in un intervallo che va da poche ore dopo il trattamento sino ai giorni seguenti, e possono durare anche per alcuni giorni. Se la nausea non è controllabile o persiste, informate l’oncologo, che non esiterà a prescrivervi un altro antiemetico più efficace.

Temporanea riduzione della funzione epatica. La fludarabina può alterare la funzionalità epatica, che si normalizzerà comunque alla conclusione del trattamento. Si verifica solo un modesto aumento dei valori dell’enzima transaminasi, ma senza che compaiano sintomi.

Modificazione dell’attività polmonare. La fludarabina può alterare il tessuto polmonare; se viene superata una determinata quantità, s’induce uno stato di fibrosi, che è reversibile, e scompare gradualmente con la sospensione della terapia. I sintomi sono tosse o difficoltà di respiro.

Dolore o ulcere del cavo orale, con o senza modeste alterazioni del gusto. Durante il trattamento, potreste avvertire una sensazione di dolore alla bocca, che potrebbe essere particolarmente secca, e potreste notare la presenza di piccole ulcere. Per prevenire quest'effetto collaterale, è importante assumere molti liquidi ed eseguire una regolare pulizia dei denti con uno spazzolino morbido. Le eventuali alterazioni del gusto scompariranno al termine della chemioterapia. Se avete uno di questi problemi, informate l’oncologo, che potrà prescrivere collutori speciali e farmaci per prevenire o curare eventuali infezioni del cavo orale.

Diarrea. Se si presenta, è in forma lieve (una-due scariche al giorno); raramente è severa. Può essere controllata facilmente con i comuni farmaci antidiarroici. Se si presentasse in forma severa, potrebbe essere necessario sospendere il trattamento o ridurre le dosi della chemioterapia. In ogni caso, è necessario bere molto per reintegrare i liquidi perduti.

Modificazioni della cute. La terapia può causare un’eruzione cutanea, simile all’acne, che può dare prurito. Sono consigliati saponi neutri, ed eventualmente creme antistaminiche.

Cistite. La fludarabina può irritare la vescica, causando sensazione di bruciore e frequente bisogno di urinare. Al fine di prevenire l’insorgenza di questo disturbo, è necessario bere molto (almeno 2 litri) nelle 24 ore immediatamente successive alla somministrazione della chemioterapia.

Reazioni allergiche. La fludarabina, come qualsiasi altro farmaco, può provocare reazioni allergiche, come lo sviluppo di un’eruzione cutanea accompagnata da prurito, rialzo termico, brividi, rossore localizzato al volto, senso di vertigini, cefalea, mancanza di respiro, ansia e aumento della minzione. Questi disturbi possono venire in forma lieve o in forma severa, e in questo caso richiedono un trattamento appropriato.

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oro.ori



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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 23:15

mio suocero non lo sa o meno non sa tutto....i figli ne stanno soffrendo e le nuore e i generi devono dar forza a tutti.
io ho già detto a tutti che meglio vivere 6 mesi meno ma con qualità.la chemio ti deruba di tutto....ma sono egoista e non riesco nemmeno a pensare di lasciarlo andare senza combattere.vi ho chiesto del sistema del dottor Rath stiamo pensando all'escozul,ma qualcosa ci sarà per aiutarlo.....porca paletta non ne posso più.................................
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Nata

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Sab 19 Feb 2011 - 23:24

Mio caro, mi dispiace, e tu non ti puoi immaginare quanto.
Quello che ho scritto non é dettato da cattiveria ma dalla rabbia che provo quando vedo che ci sono persone che soffrono molto piú di quanto dovrebbero perché alcuni infieriscono con la freddezza di un killer.

E mi dispiace anche infinitamente per te, che devi guardare senza poter fare niente.

Certo, i prodotti Rath possono aiutare, l´escozul anche, ma da quello che hai descritto, io non spererei nel miracolo se continuano a fargli tutte quelle schifezze immonde.

Il suo corpo ha bisogno di tutto, di vitamine, di minerali, di elementi. di disintossicanti, di aloe, di vitamina C, glutatione, selenio, zinco.... praticamente tutto.

Oro.ori, ti auguro tanta forza e pazienza.
Scusami se anch´io, a modo mio, ho infierito.


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rosenz

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Dom 20 Feb 2011 - 11:56

oro.ori ha scritto:
i medici ci dicono che la cura è la chemio.....[...], ..i figli ne stanno soffrendo e le nuore e i generi devono dar forza a tutti....[...]....vi ho chiesto del sistema del dottor Rath, stiamo pensando all'escozul, ma qualcosa ci sarà per aiutarlo.....
Ciao oro.ori,
I medici possono dire quello che vogliono ma è veramente difficile pensare che la chemio sia la "cura".... tuo suocero ha bisogno di tutto ciò che può aiutare l'organismo ma in modo fisiologico, non di altro..... se non ne sono convinti fai leggere ai figli le "proprietà" dei chemioterapici che ha postato Nata.

Almeno all'inizio penso abbiate bisogno di un sostegno professionale, io consiglierei di contattare immediatamente il dottor Bolognesi della fondazione Pantellini per iniziare da subito un intervento profondo a sostegno dell'organismo, e contatterei anche il dottor Simoncini per valutare se con il suo metodo sia possibile intervenire invece in modo più diretto sulla patologia.

Occorre tanta forza e determinazione...coraggio!!!
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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Dom 20 Feb 2011 - 12:35

dove sono questi medici?grazie della vostra cortesia
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rosenz

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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Dom 20 Feb 2011 - 12:40

oro.ori ha scritto:
dove sono questi medici?grazie della vostra cortesia
Fondazione Pantellini, dottor Bolognesi
http://news.pantellini.org/?page_id=31

Dottor Simoncini
http://www.curenaturalicancro.org/per_contattarci.htm

Ciao.
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MessaggioTitolo: Re: esperienze con metodo dottor Rath   Lun 28 Feb 2011 - 20:29

Io non riesco ad acquistira i prodotti dal sito del Dr.Rath. Ho aperto anche un POST per questo ma nessuno sa dirmi come fare.....

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