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 COMBATTERE L’ACIDITÀ PER SCONFIGGERE IL TUMORE

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AutoreMessaggio
Smith
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MessaggioTitolo: COMBATTERE L’ACIDITÀ PER SCONFIGGERE IL TUMORE    Mar 28 Set 2010 - 16:06

Se non ricordo male, mi ci ero soffermato molto su questo aspetto..... nell'ultimo biennio! Laughing


A VOI LE RIFLESSIONI, SIGNORI!


Sono cinque oggi i trial clinici basati su un’alternativa alla chemioterapia. Saranno presentati oggi, infatti, all’Istituto Superiore di Sanità durante il Primo Simposio Internazionale tutti gli studi su cui sta puntando l’ “International Society for Proton Dynamics in Cancer” (ISPDC) che utilizzano queste nuove strategie antitumorali. “L’obiettivo – spiega Stefano Fais, del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità – è quello di colpire soltanto il target molecolare che causa il tumore, per evitare gli effetti collaterali frequenti nelle terapie tradizionali utilizzando inibitori della pompa protonica per inibire la crescita della massa tumorale”.
Questi studi sono partiti dalla considerazione che l’acidità è una caratteristica del microambiente tumorale tanto che le cellule normali ai livelli di acidità nei quali normalmente cresce il tumore muoiono. Queste condizioni si creano progressivamente durante la crescita del tumore, con un iniziale accumulo di acido lattico, dovuto al metabolismo tumorale, e la successiva selezione di cellule che per sopportare l’incremento dell’acidità fanno iperfunzionare delle pompe cellulari che eliminano protoni all’esterno della cellula.
“I risultati sono estremamente incoraggianti – conclude Fais – ma devono essere confermati su un numero più ampio di pazienti”.

I cinque trial

Nel mirino di queste terapie melanoma e osteosarcoma “Sono i primi due studi clinici eseguiti in Italia all’Istituto dei Tumori di Milano ed all’Università di Siena per i melanomi e presso il Gruppo Italiano dei sarcomi, con sede a Bologna per gli osteosarcomi. Lo stesso approccio è utilizzato per combattere il carcinoma alla mammella presso la Fudan University di Shangai.
Anche il bicarbonato assunto per bocca potrà rientrare fra le nuove terapie anti-tumorali, utilizzato in Florida dal professor Robert Gatenby del Dipartimento di oncologia integrata al Cancer Center di Tampa.
A Tokio, invece, il prof. Kusuzaki del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Edobashi usa una vecchia molecola, l’arancio di acridina per combattere i sarcomi. L’arancio di acridina si concentra negli organuli acidi della cellula e susseguentemente ad uno stimolo luminoso (raggi x) si trasforma in un composto altamente tossiche per le cellule tumorali, senza segni di tossicità per i tessuti normali circostanti.
Tutte queste terapie sono basate sull’utilizzo di farmaci che usano l’acidità tumorale come target o inibendo i meccanismi che la causano (inibitori di pompa protonica) o semplicemente tamponando (bicarbonato) o cambiando il loro stato una volta concentrati all’interno dei tumori (arancio di acridina).

Fonte: Ufficio stampa Iss
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“male, molto male signor Anderson”
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Fiorenza



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MessaggioTitolo: Re: COMBATTERE L’ACIDITÀ PER SCONFIGGERE IL TUMORE    Gio 28 Ott 2010 - 10:01

Interessante pollicesu

Allora io sono AVANTI!!!......
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MAURO LORE

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MessaggioTitolo: Re: COMBATTERE L’ACIDITÀ PER SCONFIGGERE IL TUMORE    Lun 8 Nov 2010 - 16:02

.

... ci sono sempre + STUDI che confermano che l'ACIDOSI TISSUTALE ... è la causa primaria dell' INSORGENZA delle MALATTIE DEGENERATIVE (cancro etc.) ...

... questo fatto è stato da lungo tempo SOTTOLINEATO dall'OMOTOSSICOLOGIA.... (evolutasi dall' Omeopatia...)...

------------

... a mio medesto giudizio... tutto questo spiegherebbe in parte il SUCCESSO delle Terapie Nutrizionale (Gerson, etc.)...

... infatti ... una dieta VEGETARIANA (evitando i vegetali acidificanti...) è molto utile nel ri-ALCALINIZZARE i tessuti dell'organimo...

... oltre a FORNIRE la maggior parte dei NUTRIENTI ... INDISPENSABILE alla PIENA SALUTE...

Smile

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Nata

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MessaggioTitolo: Re: COMBATTERE L’ACIDITÀ PER SCONFIGGERE IL TUMORE    Lun 18 Apr 2011 - 9:21

L’acido lattico è un'importante fonte di energia per i tumori: è quanto ha scoperto un gruppo di ricercatori del Duke University Medical Center e della Université catholique de Louvain (UCL).


Gli inibitori dell'acidosi
Questa nuova terapia si basa su un approccio diverso da quello adoperato finora, perché parte dall'assunto che i tumori, sono acidi. "L'acidità è un meccanismo che il cancro usa per isolarsi (A) da tutto il resto, farmaci compresi - spiega recentemente anche Stefano Fais, presidente Ispdc e membro del dipartimento del farmaco dell'ISS -. Ma le cellule tumorali, per difendersi a loro volta da questo ambiente acido, fanno iperfunzionare le pompe protoniche che pompano protoni H+, tentando di eliminare l'acidosi cellulare. Se si bloccano queste pompe, la cellula tumorale rimane disarmata di fronte all'acidità, e finisce per morire autodigerendosi".

Usando quindi degli antiacidi, anche generici (e/o ad esempio: bicarbonato di sodio al 5% iniettato in loco), come gli inibitori della pompe protoniche, generalmente adoperati per le ulcere gastriche si potrebbe curare il cancro. "A differenza dei chemioterapici - continua S. Fais - questi farmaci non hanno effetti collaterali e hanno dei costi molto più bassi. Basti pensare che quelli usati con la target therapy, che provocano tossicità e resistenza nel paziente, costano 50-60mila euro l'anno a malato.

Con questa terapia invece il costo annuale sarebbe di circa 600 euro con i generici, e di 1200 con quelli di marca.
(A) NdR: l'acidosi non e' il meccanismo dell'autoisolamento del tumore, ma la conseguenza dell'isolamento effettuato da sostanze basiche attorno al tumore, da parte della matrice extracellulare dei tessuti.

L'acidosi della matrice extracellulare produce inevitabilmente alterazione del citoplasma e quindi malfunzione cellulare; i processi di acidosi vengono a far parte della cellula stessa e quindi del tessuto nel quale la cellula e' aggregata.

Pe poter riordinare tessuto e funzioni cellulari debbono essere impiegati tutti i metodi che invertono questa strada, riattivando la pompa protonica cellulare ed aiutando contemporaneamente la matrice extra cellulare ad eliminare l'acidosi, anche con l'adatta alimentazione crudista e gli altri supporti indicati dal ns Protocollo della Salute, in modo NON tossico-invasivo, cioe' non con farmaci di sintesi che possono produrre ulteriori intossicazioni; solo in questo modo e' possibile uscire dal cancro.

"Sappiamo da circa 50 anni che in condizioni di ipossia, ovvero di mancanza di ossigeno, le cellule tumorali mostrano una notevole resistenza alla radioterapia; negli ultimi 10 anni, inoltre, si è scoperto come esse siano anche più difficili da trattare anche con la chemioterapia”, ha spiegato Mark Dewhirst, docente di radio-oncologia della Duke.

Molti tumori hanno cellule che, per le loro attività, si alimentano in diversi modi: le cellule tumorali vicine ai vasi sanguigni hanno un adeguato apporto di ossigeno, e pertanto possono consumare sia glucosio, come le cellule normali, sia lattato, o acido lattico. Le cellule tumorali lontane dai vasi, invece, sono ipossiche e consumano in modo inefficiente un’enorme quantità di glucosio per sopravvivere. In questo modo producono lattato come prodotto di scarto.

Le cellule tumorali con un buon apporto di ossigeno in realtà preferiscono consumare lattato, lasciando una maggiore quantità di glucosio a disposizione delle cellule meno ossigenate. I ricercatori hanno così provato a impedire alle cellule l’uso del lattato, riscontrando come in tal modo le cellule ipossiche vadano incontro a un deficit di disponibilità di glucosio.

In sostanza, per le pericolose cellule ipossiche si tratta quasi di un aut-aut “o glucosio o morte”, come ha chiarito Pierre Sonveaux, docente di farmacologia dell’UCL è coautore dello studio pubblicato sulla versione online della rivista “Journal of Clinical Investigation”.


Il passo successivo è consistito nell’indagare in che modo il lattato si muova all’interno delle cellule tumorali. Poiché nell’organismo umano, e precisamente nei muscoli, esiste già un meccanismo di riciclo di tale sostanza, i ricercatori hanno ipotizzato che lo stesso macchinario molecolare potesse essere utilizzato dalle cellule tumorali.

"Abbiamo così scoperto che la proteina di trasporto di origine muscolare, nota come MCT1, è presente anche nelle cellule tumorali ‘che respirano’; così abbiamo provato a utilizzare inibitori chimici dell’MCT1 e modelli cellulari in cui tale proteina è assente per comprendere il ruolo nei meccanismi che rendono disponibile il lattato”, ha commentato Olivier Feron, anch’egli coautore del lavoro. “La conclusione è che la MCT1 non solo è importante ma riveste un ruolo unico nel mediare l’assorbimento della sostanza”.

Bloccando l’MCT1 non si uccidono le cellule ossigenate, ma si disturba il loro metabolismo al punto da indurle a consumare in modo inefficiente il glucosio, “affamando” le cellule ipossiche. "Il risultato è veramente eccitante” ha concluso Dewhirst. “L’idea di affamare le cellule ipossiche fino alla morte è completamente nuovo.” (fc)
Tratto in parte da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: Che l'acidità caratterizzi i tumori maligni lo diceva già nel 1924 Otto Warburg, premio Nobel per la medicina nel 1931 per le sue ricerche sugli enzimi respiratori mitocondriali (citocromo c).

E' un peccato che in seguito per oltre mezzo secolo i ricercatori oncologi si siano focalizzati solamente sulle ancora ipotetiche "mutazioni nel DNA"


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vale



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MessaggioTitolo: Re: COMBATTERE L’ACIDITÀ PER SCONFIGGERE IL TUMORE    Lun 18 Apr 2011 - 9:28

GRAZIE PER ILTUO POST
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Nata

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MessaggioTitolo: Re: COMBATTERE L’ACIDITÀ PER SCONFIGGERE IL TUMORE    Lun 18 Apr 2011 - 9:52

e diró di piú:

L'acidosi lattica é un'acidosi metabolica potenzialmente letale, caratterizzata da ridotto pH arterioso (inferiore a 7.37), secondaria all'accumulo ematico di lattato (superiore a 2 mEq/L).

Insorge spesso come conseguenza di un'ipoperfusione e severa ipossia tissutale, come accade nei pazienti in shock e setticemia (acidosi lattica di tipo A). L'acidosi lattica di tipo B é associata ad un certo numero di malattie predisponesti (diabete mellito, patologia renale, alcolismo, patologia epatica); occasionalmente é stata descritta anche nei pazienti oncologici.

Nella maggior parte dei casi si tratta di pazienti oncologici adulti, con leucemie o linfomi in rapida progressione (e verosimilmente con una sovrapproduzione tumorale di lattato in condizioni anaerobiche o per un alto tasso di glicolisi) oppure in pazienti con tumori solidi aventi una metastasi epatica estesa (e con una riduzione della clearance epatica di lattato). Tuttavia, la patogenesi di questa complicanza é poco nota ( Flombaum 2000; Sillos 2001).

ACIDOSI


Condizione patologica dell’organismo in cui siano prodotte o introdotte in misura superiore alla norma sostanze acide, oppure siano sottratte sostanze alcaline, così che il pH del sangue, normalmente alcalino, ed i liquidi del corpo perdono il giusto pH = 7,4) tendendo all’acidità piu' meno intensa, ed il processo inizia sempre ed in primis nel tubo digerente (intestino).

Quando l'acidosi intestinale diviene intensa e perdura nel tempo, inizia la fase successiva: siccome l'organismo cerca di mantenere la migliore osmosi cellulare e tissutale, quindi sottrae a tessuti ed ossa i vari minerali basici (calcio, magnesio, bicarbonati, ecc.) che possono aiutare al mantenimento, ma cio' rende, per es. i tessuti dei muscoli, ipotonici anche per la mancanza di quei indispensabili minerali, magnesio, calcio, bicarbonati, ecc., es. le ossa senza calcio = nascita della osteoporosi, ecc.

Ciò altera tutti i processi metabolici delle cellule, in quanto è necessario, per il loro corretto funzionamento, il mantenimento di un perfetto e giusto rapporto tra produzione ed escrezione di sostanze acide ed alcaline - equilibrio acido-base; i maggiori organi deputati a tale compito sono il rene e il polmone.

Si parla di acidosi respiratoria quando si ha aumento di acido carbonico nel sangue, come conseguenza di una diminuita eliminazione di anidride carbonica attraverso i polmoni in seguito a ridotta ventilazione.

Si ha l’acidosi metabolica quando si verifica un aumento di produzione di acidi da parte dell’organismo (per esempio, nel coma Chetoacidosico del diabete, nel digiuno prolungato, nella febbre, nell’insufficienza renale cronica).

Chetoacidosi o chetoacidiosi è l'abbassamento del pH nel sangue a seguito dell'aumento di concentrazione di acido acetoacetico, acetone, e acido beta-idrossi-butirrico (corpi chetonici), prodotti dalla biosintesi epatica di glucosio a partire da acidi grassi.

Acidosi Lattica: condizione patologica grave che conduce a coma lattacidemico

Compratevi le strisce per misurare il pH in farmacia, ebay, dove volete
ma misurate il vostro pH delle urine, al mattino, non la prima ma la seconda urina, quindi non appena alzati.

Mangiate cibi basici, FRUTTA E VERDURA, evitate carni, dolciumi e bevande gassate.
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