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 Radicali liberi

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MessaggioTitolo: Radicali liberi   Lun 26 Ott 2009 - 9:27

Cosa sono?


Sono passati più di cinquant'anni da quando, nel 1956, Denham Harman ha proposto la teoria dei radicali liberi, sostanze nocive che si possono accumulare diventando assai dannosi per quasi tutti i costituenti dell'organismo.
I radicali liberi sono molecole costituite da un raggruppamenti di atomi instabili, in quanto manca loro un elettrone in una delle orbite esterne. Per questo motivo essi tendono a ritornare in equilibrio prendendo l'elettrone mancante da qualsiasi molecola con la quale vengono a contatto; dopo tale contatto tale molecola diventa "ossidata" diventando a sua volta un radicale libero. Fortunatamente l'organismo ha dei mezzi per bloccare questa riproduzione a catena, purtroppo, però, i radicali liberi in circolazione sono assai distruttivi per alcune sostanze vitali dell'organismo, e generano dei danni che causano numerose malattie.
Per capire il fenomeno detto ossidazione si immagini cosa succede ad un pezzo di ferro non verniciato resta esposto nell'aria. Assai presto i suoi atomi interagiranno con l'ossigeno nell'aria e, nel tempo, arrugginirà fino a disintegrarsi. Se, invece, tale ferro fosse protetto da una buona vernice, potrebbe mantenersi nel tempo. Questo dimostra l'importanza di una valida protezione nei confronti dell'azione dell'ossigeno nei radicali liberi.
Tra i prodotti che tendono ad ossidarsi facilmente, troviamo i grassi essenziali (EFA, Essential Fatty Acid), infatti il pesce sui banchi del supermercato va a male nel giro di pochi giorni poiché l'olio presente nel suo tessuto assorbe l'ossigeno presente nell'aria in quantità elevata.
Perché sono pericolosi?


I radicali liberi sono pericolosi perché hanno un azione distruttiva nei confronti delle cellule e dei grassi che ne formano le membrane (liperossidazione). Sono anche dannosi nei confronti di alcuni costituenti cellulari come gli zuccheri e i fosfati, gli enzimi e le proteine contenute nel nucleo. Posso persino arrivare a deteriorarne il DNA (acido desossiribonucleico) alterandone le informazioni genetiche.
Quali problemi possono causare?


Tra i problemi causati dai radicali liberi troviamo: invecchiamento in generale, le rughe della pelle, fenomeni infiammatori, artrite, asma, bronchiti croniche, artrosi, cataratte, malattie del fegato (epatiti), nefriti insonnia colpi di sole, perdita di capelli. Attualmente alcuni autori ritengono che i radicali liberi possano anche causare alcune patologie degenerative come: cancro, malattie dell'apparato cardiovascolare, diabete, sclerosi multipla, artrite reumatoide, enfisema polmonare, cataratta, morbo di Parkinson e Alzheimer, dermatiti, ecc.
In Italia l'aspettativa di vita è di circa 75 anni. Se una persona riuscisse a mantenesse un livello contenuto di radicali liberi, allora potrebbe aspettarsi di arrivare a 120 anni. Da questo si può capire quanto sia importante conoscere e combattere questi nemici del nostro organismo.
Come si generano?


Alcuni si generano con la respirazione. Mentre il 95% circa dell'ossigeno inalato viene utilizzato dalla cellule per produrre energia, il rimanente 5% dà origine ai radicali liberi. Questa minima quantità non è dannosa, in quanto serve al sistema immunitario per la difesa e l'eliminazione dei germi e di altri agenti patogeni.
Purtroppo vi sono altre condizioni che concorrono alla formazione dei radicali liberi, ed esse si possono verificare, sia in condizioni di salute normale che in presenza di qualche patologia. E quando la quantità di radicali liberi supera un certo livello, si viene a creare una situazione pericolosa per l'organismo.
Condizioni normali di salute


In queste condizioni i radicali liberi aumentano quando la persona pratica dello sport o delle attività che richiedono sforzi muscolari. In questo caso il suo consumo di ossigeno può aumentare fino a venti volte, e aumenta in proporzione anche la produzione di radicali liberi. Va notato che si sono riscontrati dei valori elevati di radicali liberi anche in persone sedentarie sottoposte a stress psico-fisico.
Aumenta la produzione di radicali liberi, con valori molto alti, anche in coloro che si trovano nelle condizioni seguenti:

  • inquinamento ambientale (fumo di tabacco, radiazioni solari, ecc.),
  • abuso di bevande alcoliche,
  • farmaci non naturali (pillola contraccettiva, uso di estrogeni durante la menopausa, ecc),
  • gli alimenti mal digeriti e mal assimilati,
  • le diete in compaiono troppe proteine (carne, pesce, pollame, uova, formaggi) e grassi animali (grassi polinsaturi),
  • alcune malattie come l'artrite reumatoide, gli stati infiammatori in genere, i traumi al sistema nervoso, le problematiche cardiovascolari, ecc.
  • la presenza di ischemia in qualche tessuto con la conseguente riduzione dell'apporto di sangue,
  • l'azione dei gas e sostanze tossiche dovute alla combustione dei motori,
  • il danno prodotto da metalli pericolosi usati nell'industria (cadmio, piombo, mercurio, ecc.) e dagli idrocarburi derivati dalle lavorazioni chimiche, ecc.
  • alcune radiazioni ionizzanti e quelle solari che possono danneggiare gli acidi grassi polinsaturi delle membrane cellulari con la conseguente formazione di radicali liberi,
  • l'attività fisica intensa in quanto incrementa la respirazione con conseguente surplus di formazione di perossido di idrogeno.

Condizioni patologiche


Troviamo dei valori alti di radicali liberi in un elenco molto lungo di malattie. Tra esse vi sono le patologie allergiche e quelle flogistiche pertanto possiamo elencare: il diabete, l'artrite rematoide, l'ipertensione, l'Alzheimer, la stenosi della carotide, ecc.
Va notato che le cure utilizzate dalla medicina ufficiale non considerano i radicali liberi, e tantomento tendono alla loro riduzione ciò, infatti, comporterebbe un trattamento specifico con sostanze antiossidanti.
Come si difende il nostro organismo?


Nelle condizioni normali, il nostro organismo è in grado di neutralizzare i radicali liberi con un complesso sistema di difesa, costituito da un insieme di sostanze antiossidanti, tra cui troviamo: enzimi, vitamine, sostanze naturali similvitaminiche (es. bioflavonoidi) ed alcuni oligoelementi (es. selenio).
Tra le sostanze non enzimatiche ricordiamo la Vitamina E, la Vitamina C, i carotenoidi, i polifenoli, le antocianine, ecc. Tutti questi elementi sono in grado, attraverso vari meccanismi, di ostacolare l'azione ossidante dei radicali liberi.
Come valutare la presenza dei radicali liberi nel sangue


Fino a poco tempo fa esisteva solo l'ESR (Electron Spin Resonance), molto costoso e perciò utilizzato solo in alcuni Centri di ricerca. Recentemente è nato un nuovo metodo, detto FRAS (Free Radical Analitycal System) con cui, in poco tempo e con costo contenuto, è possibile misurare il livello dei radicali liberi nel sangue. Il FRAS è costituito da un fotometro, una mini-centrifuga e da un reagente che si chiama d-ROMs test.
Come avviene il test con il FRAS Test?


Siccome i radicali liberi presenti nel sangue ossidano i grassi, se ne deduce che più grassi sono ossidati e più radicali liberi vi sono. Pertanto, se mettiamo una goccia di sangue a contatto con il reagente, essa assumerà una colorazione tanto più intensa quanto più grassi ossidati vi sono (in altre parole quanti più radiali liberi vi sono).
Se poi valutiamo la colorazione con il fotometro, otterremo il valore dello stress ossidativo che si misura in unità Carr. Una unità Carr corrisponde ad una concentrazione di perossido di idrogeno di 0,08 mg%.
Il valore dello stress ossidativo ottenuto viene così considerato:

  • 250 U.Carr, stress normale,
  • 250 a 300 U.Carr, stress da non superare,
  • oltre le 300 U.Carr: stress lieve, forte, fortissimo,
  • oltre 400 U.Carr: stress fortissimo.

Per ulteriori informazioni sul FRAS Test www.pharma.it
Come intervenire?


L'unico modo per combattere il dannoso effetto dei radicali liberi è quello di assumere con gli alimenti: una giusta quantità di acidi essenziali (dettagli) e di prodotti antiossidanti che sono presenti in natura soprattutto nella frutta e negli ortaggi, due alimenti che contengono flavonoidi. È quindi utile consumare almeno 5-6 etti di frutta e verdura fresche e di stagione (due etti di frutta e tre di verdura al giorno).
Sono inoltre considerati antiossidanti:



  • Pigmenti vegetali: polifenoli, bioflavonoidi;
  • Vitamine: vitamina C, vitamina E, betacaroteni (provitamina A);
  • Micronutrienti ed enzimi: selenio, rame, zinco, glutatione, coenzima Q10, melatonina, acido urico, ecc.).

Va notato che i vari antiossidanti hanno un'azione selettiva, riescono infatti ad annullare uno o due specifici radicali liberi. Per una esposizione dettagliata dei vari antiossidanti consigliamo di visitare il sito www.sportraining.net/radicali.htm

Fonte: info reperite in rete

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“male, molto male signor Anderson”
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